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Tumore del pancreas

1. INFORMAZIONI GENERALI

1.1 Che cos’è la malattia e come si cura

Quali sono le cause del tumore del pancreas?
E’ difficile risalire alle cause che generano questo tumore. Tuttavia, diversi studi hanno definito alcuni fattori che aumentano il rischio di ammalarsi di tumore del pancreas:

  • il fumo di tabacco: è considerato il principale fattore di rischio. Il 30% dei casi di cancro del pancreas sono attribuibili al fumo di sigaretta e il rischio di ammalarsi di un fumatore è circa 2-3 volte superiore a quello di un non fumatore;
  • Dieta, sovrappeso e attività fisica:: Esiste una forte evidenza che la distribuzione del grasso corporeo (grasso addominale) e i fattori che concorrono all’aumento dell’altezza in età adulta, sono probabili cause di tumore pancreatico. La sedentarietà, la densità energetica del cibo e delle bevande e l’allattamento al seno, sono tutti correlati al rischio di sviluppare un tumore pancreatico. I cibi ricchi di folati hanno un ruolo protettivo, che non è stato dimostrato dagli integratori di acido folico. Il folato ricopre un ruolo importante nella sintesi e nella riparazione del DNA;
  • fattori occupazionali: secondo alcuni studi i lavoratori chimici, quelli impiegati nel campo della lavorazione del carbone, dei gas, dei metalli, dei pellami, dei tessuti e dell’alluminio sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare un tumore del pancreas;
  • il diabete è stato ripetutamente associato al tumore pancreatico, anche se i termini della relazione non sono ancora stati chiariti;
  • anche la pancreatite cronica sembra legata a un rischio più alto di avere un tumore del pancreas;
  • patologie precedenti: le persone che abbiano subito una gastrectomia o una colecistectomia sembrano esposti a un rischio maggiore di sviluppare un tumore pancreatico;
  • fattori genetici ereditari: meno del 10% dei casi di tumore del pancreas è attribuibile a fattori genetici ereditari.

E’ un tumore frequente?

Il tumore del pancreas è piuttosto frequente: in Italia si verificano poco più di 8.500 nuovi casi all’anno.

La parte dell’organo più spesso colpita dal tumore è la testa (65%), mentre più raramente colpisce il corpo dell’organo (30 %) e la coda (5%).

Come si cura?
La terapia è chirurgica, quando è possibile, e consiste nell’asportazione del tumore, a cui possono seguire la radioterapia e la chemioterapia. Nelle prime fasi della malattia il tumore spesso non dà sintomi e quindi può venire diagnosticato tardivamente, con conseguenze sulla prognosi, che il più delle volte non è favorevole.

Cosa tenere sotto controllo?
Non ci sono sintomi che indichino con certezza la presenza del tumore del pancreas, ma alcune condizioni sono spesso associate alla malattia (in almeno la metà dei casi):

  • ittero (ingiallimento della cute);
  • dolore addominale;
  • perdita di peso.

2. TUMORE DEL PANCREAS: CHE COS’E’, COME SI CONTRAE, COME SI DIAGNOSTICA

2.1 Che cos’è il tumore del pancreas

Il tumore del pancreas si forma quando le cellule del pancreas si moltiplicano in modo anomalo, fuori dal controllo.

Il pancreas è una ghiandola lunga circa 15 cm, che si trova sotto lo stomaco, in posizione arretrata rispetto a esso. L’estremità destra, la testa del pancreas, è leggermente più larga dell’estremità sinistra, la coda. La porzione centrale costituisce il corpo.
Il pancreas svolge due funzioni:

  • produce i succhi pancreatici, che servono a decomporre il cibo che ingeriamo, attraverso la parte esocrina dell’organo, che secerne i succhi nel duodeno;
  • produce gli ormoni attraverso la sua parte endocrina. Gli ormoni prodotti dal pancreas, tra cui c’è l’insulina, regolano i processi di assorbimento e utilizzo del cibo.
    La grande maggioranza dei tumori del pancreas riguarda la porzione esocrina.
2.1.1 La dimensione del fenomeno

Quante persone si ammalano di tumore del pancreas ogni anno in Italia?
Il tumore del pancreas è piuttosto frequente: secondo dati che risalgono al periodo 1998-2002, i nuovi casi di tumore del pancreas diagnosticati in un anno in Italia sono circa 4.400 tra gli uomini e 4.200 tra le donne, per un totale di circa 8.600 nuovi casi all’anno circa.
Il rischio di ammalarsi aumenta con l’età: nell’80% dei casi, il tumore del pancreas colpisce individui con un’età compresa tra 60 e 80 anni. Tra i 70 e gli 80 anni il rischio è 40 volte superiore rispetto alla decade tra i 30 e i 40 anni.

Qual è la mortalità per tumore del pancreas?
Nella popolazione mondiale, il tumore del pancreas occupa l’ottavo posto tra le cause di morte per tumore. In Europa, il tasso di mortalità è più alto tra i Paesi del Nord (Danimarca, Svezia, Finlandia, Irlanda, Austria, Cecoslovacchia e Ungheria), rispetto ai Paesi del Sud (Spagna, Grecia, Portogallo, Francia e Italia). Il tasso annuale di mortalità è di 8,1 per 100.000 nei Paesi dell’Est e del Nord Europa, e di 7 per 100.000 nei Paesi del Sud Europa. In Italia il numero di decessi per tumore del pancreas é di circa 8.350 persone in un anno.

C’è differenza tra uomini e donne nella frequenza del tumore?
Il tumore del pancreas è più comune tra la popolazione maschile che tra quella femminile, anche se di poco (circa 1,5 in più).

2.2 I fattori di rischio

2.2.1 I fattori di rischio

Alcune persone corrono un rischio più alto rispetto ad altre di sviluppare un tumore del pancreas. Ciò può dipendere da diversi fattori di rischio. Un fattore di rischio è ciò che aumenta la probabilità di una persona di contrarre una malattia, come il tumore: avere uno o più fattori di rischio non significa però necessariamente ammalarsi. Per il tumore del pancreas i principali fattori di rischio sono:

  • il fumo di tabacco: è senza dubbio il fattore di rischio principale. L’associazione tra fumo di sigaretta e tumore del pancreas è stato dimostrata da almeno 8 studi prospettici e da numerosi studi di caso-controllo. Il rischio è direttamente proporzionale al numero di sigarette fumate in un giorno. . Il 30% dei casi di cancro del pancreas sono attribuibili al fumo di sigaretta e il rischio di ammalarsi di un fumatore è circa 2-3 volte superiore a quello di un non fumatore;
  • Dieta, sovrappeso e attività fisica: Esiste una forte evidenza che la distribuzione del grasso corporeo (grasso addominale) e i fattori che concorrono all’aumento dell’altezza in età adulta, sono probabili cause di tumore pancreatico. La sedentarietà, la densità energetica del cibo e delle bevande e l’allattamento al seno, sono tutti correlati al rischio di sviluppare un tumore pancreatico. I cibi ricchi di folati hanno un ruolo protettivo, che non è stato dimostrato dagli integratori di acido folico. Il folato ricopre un ruolo importante nella sintesi e nella riparazione del DNA.
  • fattori occupazionali: alcuni studi hanno indicato che i lavoratori chimici, quelli impiegati nel campo della lavorazione del carbone, dei gas, dei metalli, dei pellami, dei tessuti e dell’alluminio sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare un tumore del pancreas. Tuttavia, i dati disponibili non consentono conclusioni univoche;
  • alcol: l’associazione tra abuso di sostanze alcoliche e insorgenza di tumore del pancreas non è stata, almeno fino a oggi, provata da studi scientifici;
  • condizioni di salute della persona:a) il diabete è stato ripetutamente associato al tumore pancreatico, anche se i termini della relazione non sono ancora stati chiariti. Anche la pancreatite cronica sembra determinare un rischio più alto di sviluppare un tumore del pancreas.b) patologie precedenti: le persone che abbiano subito una gastrectomia o una colecistectomia sembrano esposti a un rischio maggiore di sviluppare un tumore pancreatico.
  • fattori genetici ereditari: meno del 10% dei casi di tumore del pancreas è attribuibile a fattori genetici ereditari.
2.2.2 Attenzione a

Il fumo di tabacco: è uno dei principali fattori di rischio per il tumore del pancreas, con una proporzione diretta tra numero di sigarette fumate al giorno e rischio di ammalarsi.

Peso, svolgere attività fisica, consumare alimenti ricchi di folati.

Condizioni di salute: in caso di diabete, di pancreatite cronica, se si è stati sottoposti a gastrectomia o colecistectomia, è consigliabile prestare maggiore attenzione a eventuali: dolore addominale, perdita di peso, presenza di ittero.

Familiarità: in 10% dei casi di tumore del pancreas è presente una familiarità.

2.3 Come si manifesta il tumore del pancreas

Il tumore del pancreas non dà segno di sé nella fase iniziale della malattia, che quindi può insorgere senza che il medico o il paziente se ne accorgano. E’ consigliabile comunque recarsi da un medico in presenza di tre condizioni, che sono riscontrabili in più del 50% dei casi di tumore del pancreas:

  • ittero: è una patologia del fegato che si manifesta con un ingiallimento della cute;
  • dolore addominale
  • perdita di peso
2.3.1 Quali centri scegliere per la cura del tumore del pancreas

E’ consigliabile rivolgersi a centri specializzati, specialmente in caso di intervento chirurgico, infatti l’abilità del chirurgo, così come l’esperienza del centro o dell’ospedale in questo tipo di tumore, hanno un ruolo fondamentale nella prognosi del tumore stesso.

2.4 La diagnosi

2.4.1 Come si stabilisce se si tratta di tumore del pancreas

Di fronte a sintomi sospetti, il medico dovrà arrivare a formulare una diagnosi precisa. Per fare questo può ricorrere ai seguenti esami diagnostici:

  • TC (Tomografia Computerizzata): è una tecnica radiografica, che fotografa parti interne del corpo attraverso l’uso di un computer. In luogo della TC convenzionale, è possibile che il medico prescriva una TC spirale, che si differenzia soltanto per il tipo di immagini, più accurate. Come la RM, la TC è la procedura diagnostica migliore per individuare eventuali metastasi epatiche. La TC è, inoltre, preferibile alla ERCP per i pazienti che presentino un ittero (un sintomo tipico del tumore localizzato a livello della testa del pancreas che si manifesta con un ingiallimento della cute. L’ittero è dovuto a un’ostruzione delle vie biliari, con un conseguente accumulo di bile nella cistifellea) in assenza di sintommi, poiché consente una migliore visualizzazione del tratto biliare e del pancreas, prima dell’introduzione dell’endoscopio e del catetere utilizzati durante la ERCP. Le manovre necessarie per l’ERCP rendono, inoltre, meno rilevabili alla TC i tumori di piccole dimensioni. TC e RMN sono le procedure diagnostiche migliori per il riscontro di eventuali metastasi epatiche.
  • RM (Risonanza Magnetica): le onde magnetiche rilevano immagini di organi interni del corpo;
  • ERCP (Colangiopancreatografia Retrograda Endoscopica): un endoscopio flessibile (cioè un tubicino sottile con un’estremità che illumina) viene introdotto attraverso la gola fino allo stomaco e all’intestino tenue. All’interno dell’endoscopio viene quindi inserito un piccolo catetere, introdotto nei dotti pancreatici e biliari. In tal modo è possibile visualizzare ancora più chiaramente gli organi interni che si desidera indagare. L’ERCP svolge due funzioni: una diagnostica, in quanto consente di visualizzare gli organi interni, e una terapeutica, in quanto consente di effettuare piccole operazioni.
  • PET (Tomografia a Emissione di Positroni): viene iniettato in vena glucosio (zucchero) radioattivo, e attraverso un computer vengono elaborati i segnali provenienti da una macchina, che rileva la distribuzione delle cellule che emettono positroni in risposta alla presenza del glucosio radioattivo. Questa tecnica permette di evidenziare molto chiaramente le cellule tumorali, che reagiscono al glucosio più delle altre cellule;
  • ultrasonografia endoscopica (ecoendoscopia): utilizza onde sonore ad alta frequenza che, rimbalzando contro la parete dello stomaco e del duodeno, producono un’eco, tradotta a sua volta in immagini dell’organo interno (in questo caso il pancreas), che si intende indagare. La PET è la tecnica diagnostica migliore per il riscontro delle recidive locali (il tumore si riforma dopo che è stato trattato, nella stessa sede) ma al momento non è considerata una metodica standard per il follow up.
  • biopsia pancreatica: viene prelevato un piccolo campione di tessuto pancreatico, nel quale si sospetta siano presenti cellule tumorali. Il campione viene poi analizzato al microscopio, per accertare la presenza del tumore e, in caso positivo, per definire lo stadio del tumore. Il prelevamento del campione avviene attraverso aghi estremamente sottili, introdotti con guida ecografia o TC. La biopsia pancreatica può infatti essere effettuata durante una ERCP, o durante un’ecoendoscopia.

3. COME SI CURA IL TUMORE DEL PANCREAS

3.1 Quali terapie vengono impiegate attualmente

A seconda dello stadio del tumore, cioè in quale parte del pancreas si trova, che dimensione ha e se si è diffuso in altri organi o nei linfonodi, vengono impiegate la chirurgia, la chemioterapia o la radioterapia.

3.2 La prima scelta: la chirurgia

3.2.1 Quando è opportuno l’intervento chirurgico?

Nel trattamento del tumore del pancreas il primo approccio è sempre chirurgico, se possibile, e viene impiegato con due possibili obiettivi: asportare il tumore (pancreatectomia), che può significare asportare una parte del pancreas o tutto l’organo, a seconda della diffusione del tumore, o alleviare i sintomi della malattia (trattamento palliativo).3.2.2 In cosa si differenziano le procedure di intervento chirurgico?

La scelta del tipo di intervento chirurgico dipende dalla diffusione del tumore, e cambia a seconda che sia circoscritto o si sia esteso in zone od organi vicini. In particolare:

  • con il trattamento chirurgico radicale il chirurgo asporta la maggior parte possibile dei tessuti in cui è presente il tumore. A seconda dell’entità della diffusione del tumore del pancreas, ci sono due opzioni di intervento chirurgico radicale:1) pancreatectomia (cioè asportazione chirurgica, o resezione, del pancreas) parziale: viene rimossa soltanto la porzione di pancreas in cui è presente il tumore. Se si tratta della testa del pancreas si parla di pancreatectomia prossimale o cefalica; in caso venga rimosso il corpo o la coda del pancreas, si parla di pancreasectomia distale o corpo-caudale. Oltre alla porzione di pancreas coinvolta dal tumore, è necessario asportare anche altri organi vicini al pancreas;2) pancreatectomia totale: consiste, appunto, nell’asportazione dell’intero pancreas, oltre ad altri organi vicini al pancreas;
  • il trattamento chirurgico palliativo viene impiegato nel caso in cui un tumore del pancreas sia troppo diffuso e non sia, quindi, asportabile chirurgicamente: il chirurgo può comunque decidere di intervenire per alleviare i sintomi della malattia. Esistono diversi tipi di interventi palliativi, a seconda del sintomo che si desidera controllare:1) ittero: è un sintomo tipico del tumore localizzato a livello della testa del pancreas che si manifesta con un ingiallimento della cute. L’ittero è dovuto a un’ostruzione delle vie biliari, con un conseguente accumulo di bile nella cistifellea. Gli interventi chirurgici che possono essere effettuati in questo caso sono:a) la creazione di un by-pass bilio-digestivo. Questa è un’opzione a oggi ancora molto discussa, per l’alto tasso di mortalità operatoria associata,b) la gastrodigiunostomia (lo stomaco viene connesso, tramite un accesso creato chirurgicamente, all’intestino tenue). Anche questo intervento è molto dibattuto per l’alto tasso di mortalità operatoria associata,b) il posizionamento endoscopico o percutaneo di stent (un tubicino in plastica o metallo introdotto in un vaso o in altro condotto per impedirne la chiusura, dovuta a restringimento o a pressione esterna, che funge da protesi). Questo tipo di intervento chirurgico è stata introdotto negli anni ’80, proprio per evitare l’alta mortalità operatoria associata ai due tipi di interventi precedenti. L’opzione della protesi è indicata per i pazienti con un’aspettativa di vita superiore ai tre mesi. Per i pazienti più anziani e per quelli le cui condizioni comprometterebbero la buona riuscita dell’intervento chirurgico, il posizionamento di un drenaggio biliare percutaneo è raccomandato prima dell’intervento;2) ostruzione intestinale: in alcuni casi si può intervenire con il posizionamento di stent metallici espandibili;3) dolore: il dolore severo dei pazienti viene alleviato con la somministrazione di oppiacei soprattutto per via orale. Tra questi la droga più utilizzata è la morfina. Per i pazienti con difficoltà di deglutizione o in caso di ostruzione intestinale, si può optare per una somministrazione parenterale (attraverso vie diverse dal canale digestivo – per esempio, per via sottocutanea, intramuscolare, intravenosa).
3.2.3 Quali sono i possibili effetti collaterali dell’intervento chirurgico?

Gli effetti collaterali a carico del sistema gastrointestinale legati all’intervento chirurgico dipendono dall’entità dell’intervento stesso e da quali organi il chirurgo riesce a risparmiare, oppure deve sacrificare.

3.2.4 Che impatto psicologico può aver l’intervento chirurgico?

Di fronte alla notizia di un intervento chirurgico la persona può:

  • sentire minacciata la propria integrità psicofisica,
  • avere timore di affidarsi nelle mani di un estraneo,
  • avere paura per l’intervento stesso e temere danni al proprio corpo,
  • preoccuparsi per la separazione dalla famiglia.

Quando l’intervento chirurgico riguarda un organo interno, come in questo caso il pancreas, può accadere che la persona reprima alcune emozioni, soprattutto la rabbia e l’aggressività, mentre possono aumentare la passività e l’atteggiamento di rinuncia.

Per limitare tali reazioni è consigliabile esprimere paure e dubbi al proprio medico: un buon rapporto tra curante e paziente è fondamentale per affrontare la malattia.

3.3 La chemioterapia: quando viene impiegata, come funziona e che effetti collaterali può avere

3.3.1 Quando viene impiegata la chemioterapia?

La chemioterapia, terapia con farmaci antitumorali, può essere applicata prima dell’intervento chirurgico (chemioterapia primaria o neoadiuvante), al fine di ridurre le dimensioni del tumore, oppure può essere somministrata dopo l’intervento chirurgico (chemioterapia adiuvante).
Nel trattamento del tumore del pancreas, in cui il primo approccio, se possibile, è sempre chirurgico, il ruolo della chemioterapia è esclusivamente palliativo.

3.3.2 Come funziona la chemioterapia?

La chemioterapia utilizza farmaci in grado di uccidere le cellule tumorali (chemioterapici, antitumorali), che possono essere somministrati per bocca o iniettati, per via intramuscolare o per via endovenosa. I farmaci possono essere somministrati singolarmente o, più comunemente, in combinazione tra loro.
Una volta entrati nel flusso sanguigno, i farmaci vengono trasportati attraverso tutto il corpo, per questo la chemioterapia viene definita un trattamento sistemico.

3.3.3 Quali effetti collaterali può avere la chemioterapia e come si possono affrontare?

Gli effetti collaterali della chemioterapia dipendono principalmente dai farmaci e dalle dosi in cui questi sono somministrati. Possono manifestarsi:
-Nausea e vomito: sono dovuti all’azione diretta dei farmaci e delle radiazioni sullo stomaco o sulla zona del cervello che controlla il vomito. Oltre ai farmaci antiemetici che bloccano i recettori per la serotonina, un mediatore cerebrale coinvolto nello scatenamento del vomito, per ridurre i sintomi è opportuno:

  • evitare pasti abbondanti o grassi, fritture e odori penetranti;
  • mangiare e bere lentamente, masticando bene per favorire la digestione;
  • non sdraiarsi nelle due ore successive al pasto;
  • succhiare lentamente cubetti di ghiaccio, caramelle o mentine;
  • bere acqua o succhi di frutta non gasati;

– Perdita di capelli: alopecia in termine tecnico, può interessare non solo i capelli, ma tutti i peli del corpo, che comunque ricrescono dopo la fine delle cure. Questo tipo di alopecia non è curabile con farmaci, molti scelgono quindi di usare cappelli, turbanti, sciarpe o parrucche. Durante la chemioterapia o radioterapia è opportuno:

  • usare spazzole morbide;
  • non tingere i capelli o fare la permanente;
  • usare shampoo neutri per lavarli e aria tiepida per asciugarli.

– Anemia, infezioni ed emorragie: sono conseguenze degli effetti delle cure anticancro sul midollo osseo, con riduzione del numero di globuli rossi, bianchi e piastrine nel sangue. Per questo si eseguono controlli periodici degli esami del sangue durante la terapia antineoplastica ed eventualmente si ricorre a trasfusioni o si usano sostanze che stimolano la produzione di cellule del sangue.

– Diarrea e stipsi: più frequente la prima, dovuta all’azione diretta sull’intestino delle radiazioni e dei farmaci antineoplastici. Per combatterle possono essere usati, sotto controllo medico, gli antidiarroici o i lassativi. Se la diarrea è intensa è necessario bere grandi quantità di acqua per rimpiazzare i liquidi perduti.La maggior parte degli effetti collaterali della chemioterapia scompare una volta concluso il trattamento, anche se alcuni, per esempio formicolio, intorpidimento e caduta dei capelli, possono persistere anche dopo la conclusione della chemioterapia.

3.3.4 Che impatto psicologico può avere la chemioterapia?

I risvolti psicologici sono simili a quelli riscontrati in persone malate di altri tumori e sottoposti a terapie simili, legati soprattutto agli effetti collaterali (come la nausea, il vomito, la perdita di capelli, l’anoressia). Questi effetti indesiderati possono accentuare lo stato di ansia e di depressione della persona malata, con conseguenze sui rapporti familiari, sociali e lavorativi.
E’ importante instaurare un buon rapporto col proprio medico per affrontare in modo consapevole e informato i possibili effetti collaterali della terapia e i modi per affrontarli.

3.4 La radioterapia: quando viene impiegata, come funziona e che effetti collaterali può avere

3.4.1 Quando viene impiegata la radioterapia?

La radioterapia può essere prescritta prima dell’intervento chirurgico, al fine di ridurre le dimensioni del tumore, oppure dopo l’intervento chirurgico (radioterapia adiuvante).
Nel trattamento del tumore del pancreas, in cui il primo approccio, se possibile, è sempre chirurgico, la radioterapia viene offerta come trattamento palliativo (in grado, cioè, di dare il sollievo ai sintomi della malattia e al dolore, ma non in grado di guarire definitivamente la malattia). Può avere un ruolo particolare nelle forme localmente avanzate quando il tumore non è operabile. Infatti dopo due cicli di chemioterapia se la malattia non progredisce si è vista che una radioterapia può migliorare la sopravvivenza di questi pazienti.

3.4.2 Come funziona la radioterapia?

La radioterapia sfrutta le radiazioni dei raggi X o di altre fonti radianti per uccidere le cellule tumorali e viene somministrata dall’esterno del corpo, attraverso una macchina.

3.4.3 Quali effetti collaterali può avere la radioterapia?

Gli effetti collaterali della radioterapia dipendono dalla quantità di dose irradiata e dall’area sottoposta a irradiazione, e possono includere nausea, vomito, diarrea, anemia. Durante il trattamento possono manifestarsi anche stanchezza, modificazioni cutanee e alopecia. La maggior parte di questi effetti è comunque prevedibile, curabile e si risolve rapidamente al termine del trattamento radiante.

3.5 Il disagio psichico delle persone malate di tumore del pancreas

Depressione: in genere può colpire le persone malate di tumore, in particolare quelle con tumore del pancreas, forse anche per la consapevolezza di avere un tumore con bassa percentuale di sopravvivenza;

ansia e agitazione: possono svilupparsi con il peggiorare dei sintomi della malattia, soprattutto del dolore, che può risultare difficilmente controllabile.

Lo stato psicofisico della persona con tumore del pancreas può essere influenzato da altri sintomi della malattia, come l’anoressia, il vomito, la profonda astenia, la stipsi dovuta agli oppiacei usati.
Come per gli altri tipi di tumore però, anche nel caso del tumore del pancreas si verifica solitamente un percorso di adattamento alla malattia: se in una prima fase la persona malata può isolarsi o provare un scarso senso di autostima, in seguito, quando le viene prospettato un intervento chirurgico o un trattamento chemioterapico, o quando viene rassicurata sulle gestione del dolore e degli altri sintomi, possono scattare strategie di adattamento che la aiutano ad affrontare la malattia.

4. GLI STADI DEL TUMORE DEL PANCREAS

4.1 Come si stabilisce lo stadio del tumore del pancreas

Una volta scoperta la presenza di un tumore del pancreas, è necessario stabilirne alcune caratteristiche, secondo cui ne viene determinato lo stadio. Esiste una classificazione internazionale per la stadiazione del tumore del pancreas, che tiene conto dei seguenti aspetti:

  • la sede, ossia in quale porzione del pancreas (testa, corpo o coda) è localizzato il tumore;
  • la dimensione della massa tumorale;
  • la diffusione delle cellule tumorali nei linfonodi regionali (nella stessa area in cui è presente il tumore primitivo);
  • la presenza di metastasi a distanza: le cellule tumorali vengono trasportate in altri organi lontani dalla sede originaria attraverso il sangue.Per determinare questi parametri e stabilire a che stadio si trova il tumore del pancreas, possono essere prescritti i seguenti esami:
  • TC (Tomografia Computerizzata): utilizzando un computer collegato a una macchina a raggi X, vengono riprodotte da varie angolazioni dettagliate immagini delle strutture interne degli organi;
  • RM (Risonanza Magnetica): utilizzando un magnete collegato a un computer, vengono riprodotte le immagini dettagliate di aree interne del corpo;
  • PET (Tomografia ad Emissione di Positroni): viene iniettato in vena glucosio (zucchero) radioattivo e attraverso un computer vengono elaborati i segnali provenienti da una macchina, che rileva la distribuzione delle cellule che emettono positroni in risposta alla presenza del glucosio radioattivo. Questa tecnica permette di evidenziare molto chiaramente le cellule tumorali, che reagiscono al glucosio più delle altre cellule.
  • radiografia del torace.

4.2 Il trattamento del tumore del pancreas a seconda dello stadio

Il trattamento
Stadio 0
descrizione trattamento
diffusione
limitato al pancreas (in situ) intervento di chirurgia radicale (asportazione del tumore)
Stadio I
descrizione trattamento
dimensione diffusione
A meno di 2 cm
  • linfonodi regionali: no
  • metastasi: no
Pancreatectomia, cioè intervento di chirurgia radicale, prossimale o totale, a cui possono seguire:

  • chemioterapia
  • radioterapia
    (il ruolo di questi trattamenti adiuvanti è controverso)
B più di 2 cm
  • linfonodi regionali: no
  • metastasi: no
Stadio II
descrizione trattamento
dimensione diffusione
A si estende oltre il pancreas senza coinvolgimento dell’asse celiaco o dell’arteria mesenterica superiore

  • linfonodi regionali: no
  • metastasi: no
pancreatectomia, ovvero intervento di chirurgia radicale, a cui possono seguire:

  • radioterapia + chemioterapia (con fluorouracile)
    (il ruolo di questi trattamenti adiuvanti è ancora controverso).

    oppure
    come trattamento palliativo
  • un bypass dell’ostruzione biliare o
  • un bypass dell’ostruzione intestinale.I pazienti con tumore non operabile, ma senza metastasi, possono anche essere trattati con radioterapia + chemioterapia (con fluorouracile).
B meno di 2 cm
  • linfonodi regionali: si
  • metastasi: no
Un numero esiguo di pazienti con questo stadio di tumore pancreatico risultano idonei alla chirurgia. Per questi pazienti, il trattamento consiste in una combinazione di radioterapia + chemioterapia (con fluorouracile), associata a bypass biliare o intestinale.
più di 2 cm
  • linfonodi regionali: si
  • metastasi: no
si estende oltre il pancreas senza coinvolgimento dell’asse celiaco o dell’arteria mesenterica superiore;

  • linfonodi regionali: si
  • metastasi: no
Stadio III
descrizione trattamento
diffusione
si estende all’asse celiaco o all’arteria mesenterica superiore;

  • linfonodi regionali: si, tutti
  • metastasi: no
La maggior parte dei tumori pancreatici in questo stadio sono tecnicamente non operabili, a causa della loro diffusione nei vasi sanguigni intorno al tumore. In questi casi si preferisce somministrare due cicli di chemioterapia e poi se non vi è progressione inserire il trattamento radioterapico. Per i pazienti non candidabili a radioterapia, può essere riservata una chemioterapia a base di gemcitabina.
Stadio IV
descrizione trattamento
dimensione diffusione
qualsiasi
  • linfonodi regionali: si
  • metastasi: si
la prognosi dei pazienti con questo stadio di tumore pancreatico è molto sfavorevole. L’unico approccio terapeutico è di tipo palliativo e consiste nella somministrazione di una chemioterapia con gemcitabina o fluorouracile.

5. LA PROGNOSI

5.1 Informazioni generali

5.1.1

La prognosi, in caso di tumore del pancreas, dipende essenzialmente dalle dimensioni del tumore e dalla possibilità di intervenire chirurgicamente. Questa possibilità dipende, a sua volta, dallo stadio del tumore.

5.2 La prognosi nel tumore del pancreas

In generale, per le persone malate di tumore del pancreas, la sopravvivenza a uno, tre e cinque anni è, rispettivamente, pari a15.9%, 5.4% e del 4.1%. La percentuale però varia a seconda della dimensione e della diffusione del tumore, e della conseguente possibilità di intervenire chirurgicamente. Un altro fattore da cui dipende la prognosi è l’età: la prognosi a cinque anni, infatti, è migliore nei pazienti con età compresa tra 15 e 44 anni (13%), rispetto a quella dei pazienti con più di 55 anni di età, per i quali è pari al 5%. Questi dati sono simili in entrambi i sessi.

6. COSA OCCORRE FARE DOPO IL TRATTAMENTO

6.1 Informazioni generali

6.1.1 Il follow up

Dopo aver completato tutti i trattamenti, lo specialista pianificherà una serie di visite successive e di esami ulteriori, per controllare gli effetti delle terapie e accertarsi che il tumore non si riformi. Questa pianificazione di controlli nel tempo prende il nome di follow up.

6.2 Il follow-up nel tumore del pancreas

La probabilità che in una persona già trattata per un tumore del pancreas si riformi il tumore è molto alta. Attualmente, non esiste possibilità di cura della ricaduta, anche se diagnosticata tempestivamente. Per tale motivo, la scadenza delle visite di controllo e gli esami da effettuare dopo il trattamento devono essere discussi dal singolo paziente con il proprio medico.

INDICE

Prof. Stefano Cascinu (Associate Editor)
Azienda Ospedaliera di Parma – Parma, Italy
mail: cascinu@yahoo.com

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