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Tumore dell’ orofaringe

1. INFORMAZIONI GENERALI

1.1 Che cos’e’ la malattia e come si cura

Quali sono le cause del tumore dell’orofaringe?
Stabilire quali siano le cause che generano il tumore dell’orofaringe è difficile, tuttavia sono stati identificati da diversi studi alcuni fattori che aumentano il rischio di ammalarsi:

  • il fumo di tabacco (tabagismo): i fumatori più accaniti corrono un rischio fino a 25 volte superiore rispetto ai soggetti non fumatori;
  • l’abuso di alcol, a prescindere dalla bevanda alcolica l’eccesso di alcol espone al rischio di ammalarsi di tumore dell’orofaringe; se associato al tabagismo il rischio aumenta in modo significativo;
  • la dieta: la carenza di vitamina A è un fattore di rischio;
  • il cattivo stato della dentizione e la scarsa igiene orale;

E’ un tumore frequente?
Dai registri tumori esistenti risulta che nel periodo 1994-1999 il tumore dell’orofaringe ha interessato 3 abitanti ogni 100.000.
Nella popolazione italiana secondo dati recenti si verificano all’anno oltre 4.850 nuovi casi tra gli uomini e oltre 1.550 tra le donne.

Come si cura?
Le terapie principali sono la chirurgia e la radioterapia, a cui può seguire un trattamento chemioterapico.
L’intervento chirurgico rimuove il tumore attraverso la bocca o tramite un’incisione sul collo, a seconda della sede del tumore e della sua estensione. Può essere necessario inoltre asportare la mandibola e il palato duro, la laringe e rimuovere i linfonodi del collo, se il tumore si estende in queste zone.
La radioterapia può essere impiegata come unica terapia o dopo l’intervento chirurgico.

Cosa tenere sotto controllo?
La gola: infiammazione che non passa o si verifica in maniera ricorrente; sensazione di avere un corpo estraneo in gola
Deglutizione: dolore nel deglutire
Orecchio: dolore all’orecchio
Naso: presenza di rigurgito
Collo: gonfiore cervicale in assenza di infezione

2. IL TUMORE DELL’OROFARINGE: CHE COS’E’, COME SI CONTRAE, COME SI DIAGNOSTICA

2.1 Che cos’è il tumore dell’orofaringe

Il tumore si sviluppa nei tessuti dell’orofaringe quando le cellule crescono in modo anormale e si moltiplicano senza controllo. L’orofaringe è la porzione di faringe che costituisce l’area della gola situata posteriormente alla bocca. Include il palato molle (la parte posteriore della bocca), di cui fa parte anche l’ugola, la base della lingua e le tonsille.

2.1.1 La dimensione del fenomeno

Quante persone si ammalano di tumore dell’orofaringe ogni anno?
In Italia secondo dati recenti, che risalgono alla fine degli anni Novanta, si verificano all’anno oltre 4.850 nuovi casi tra gli uomini e oltre 1.550 tra le donne, per un totale di 6.400 nuovi casi in un anno.

Qual è la mortalità per tumore dell’orofaringe?
Il numero di decessi per tumore dell’orofaringe è di circa 2.200 uomini e 660 donne all’anno, con una probabilità di ammalarsi (da zero a 74 anni) dell’1 % per gli uomini e dello 0,2% per le donne.

Ci sono differenze di età o di sesso nella frequenza del tumore?
Il tumore dell’orofaringe coinvolge maggiormente soggetti nella fascia d’età compresa tra 50 e 70 anni, con una prevalenza maggiore tra la popolazione maschile, rispetto a quella femminile: la proporzione è di circa 6 a 1.

2.2 I fattori di rischio

2.2.1 Informazioni generali

Alcune persone corrono un rischio più alto, rispetto ad altre, di sviluppare un tumore dell’orofaringe. Ciò può dipendere da diversi fattori di rischio. Un fattore di rischio è ciò che aumenta la probabilità di una persona di contrarre una malattia, come il tumore: avere uno o più fattori di rischio non significa però necessariamente ammalarsi. Per il tumore dell’orofaringe i principali fattori di rischio sono:

  • il fumo di tabacco (tabagismo): i fumatori più accaniti presentano un rischio di sviluppare un tumore dell’orofaringe fino a 25 volte superiore rispetto ai soggetti non fumatori;
  • l’abuso di alcol, a prescindere dalla bevanda alcolica.
    Il tabagismo associato all’abuso di alcol aumenta il rischio in modo molto significativo.Altri fattori di rischio:
  • la dieta: la carenza di vitamina A è associata a un rischio più alto di sviluppare un tumore dell’orofaringe;
  • il cattivo stato della dentizione e la scarsa igiene orale;
2.2.2 Attenzione a

Il fumo di tabacco: per chi fuma molto il rischio di ammalarsi di tumore dell’orofaringe può aumentare fino a 25 volte rispetto a chi non fuma.

Troppo alcol: bere alcol in quantità eccessive espone a un rischio maggiore, a prescindere dalla sostanza alcolica; in particolare, l’abuso di alcol associato al tabagismo aumenta il rischio in modo considerevole.

Vitamina A: la carenza di questa vitamina nella dieta aumenta il rischio di ammalarsi.

L’igiene orale: una cattiva igiene orale rappresenta un fattore di rischio, è quindi opportuno curare la salute dei propri denti e dell’apparato orale.

2.3 Come si manifesta il tumore dell’orofaringe

I sintomi attraverso cui si manifesta un tumore dell’orofaringe possono variare a seconda della sede del tumore (in quale porzione dell’orofaringe si è sviluppato il tumore). E’ opportuno ricorrere al parere di un medico se si manifestano i seguenti sintomi in maniera persistente o ricorrente:

  • infiammazione della gola;
  • dolore nel deglutire;
  • dolore all’orecchio;
  • rigurgito nasale;
  • sensazione di avere un corpo estraneo nella gola.Un segno della possibile presenza di un tumore dell’orofaringe è:
  • gonfiore cervicale (del collo) in assenza di un’infezione;
2.3.1

Il trattamento del tumore dell’orofaringe richiede un approccio multidisciplinare, che coinvolga specialisti di settori diversi. E’ consigliabile rivolgersi in ogni caso a centri specializzati, in particolare se il tumore richiede l’impiego di terapie combinate e se ci sono alti rischi di effetti collaterali acuti, ma anche in caso di trattamenti che sembrano tecnicamente semplici: la biopsia e l’intervento chirurgico del tumore primario, l’intervento di asportazione di ghiandole del collo, la chemioterapia e la radioterapia sono comunque critici e richiedono personale specializzato.

2.4 La diagnosi

2.4.1 Come si stabilisce se si tratta di un tumore dell’orofaringe?

Di fronte a sintomi sospetti, il medico dovrà arrivare a formulare una diagnosi precisa: dovrà stabilire se si trova realmente di fronte a un tumore dell’orofaringe e, in caso affermativo, quali caratteristiche ha quel tumore. Per fare questo può ricorrere a una serie di esami:

  • il primo passo è sempre costituito da una visita in cui venga condotto un accurato esame della bocca e del collo;
  • in seguito possono essere prescritti esami radiologici, che permettano di completare gli esami diagnostici. I principali esami radiologici sono:
  • tomografia computerizzata (TC): si tratta di una tecnica radiografica, che fotografa parti interne del corpo attraverso l’uso di un computer;
  • risonanza magnetica (RM): le onde magnetiche rilevano immagini di organi interni del corpo.Se questi esami rivelano la presenza di una massa sospetta, dovrà essere effettuata:
  • una biopsia: un chirurgo dovrà prelevare un piccolo campione di tessuto, che sarà analizzato al microscopio in laboratorio, per accertare la presenza del tumore e, in caso positivo, per definire di che tipo di tumore si tratta, in base al tipo di cellule trovate nel campione (esame istologico).
    Il risultato dell’esame istologico è definito diagnosi patologica. La biopsia può richiedere in alcuni casi l’anestesia generale, ma spesso è possibile eseguire il prelievo mediante anestesia locale.
    Per quanto riguarda il tumore dell’orofaringe, circa il 95% dei casi risulta essere un carcinoma a cellule squamose (o spino-cellulare).
2.4.2 Sono rischiosi questi esami per il paziente?

La tomografia computerizzata e la risonanza magnetica non espongono il paziente a nessun rischio particolare, inoltre sono due tecniche non invasive, quindi non provocano alcun dolore.

3. COME SI CURA IL TUMORE DELL’OROFARINGE?

3.1 Informazioni generali

Oltre a curare il tumore, è molto importante che vengano preservate le funzioni dell’orofaringe: prima di proporre una terapia, lo specialista dovrà quindi considerare in che modo il trattamento può compromettere funzioni fondamentali quali: mangiare, respirare e parlare. Dovranno anche essere tenuti in grande considerazione tutti gli aspetti psicologici della persona malata. Gli specialisti che curano pazienti affetti da questo tipo di tumore formano spesso un gruppo di lavoro, che decide insieme la terapia o una combinazione di terapie giudicate più appropriate per il paziente, arrivando a una valutazione e una decisione clinica multidisciplinari, risultato cioè del confronto di specialisti di più discipline. Per il tumore dell’orofaringe, il gruppo multidisciplinare può includere radioterapisti, chirurghi otorinolaringoiatri, oncologi medici, chirurghi maxillo-facciali, psicologi, nutrizionisti, infermieri e assistenti sociali.

3.2 Quali terapie vengono impiegate attualmente?

Esistono diversi tipi di terapie per la cura del tumore dell’orofaringe, che possono essere impiegate singolarmente oppure, più spesso, vengono combinate tra loro, e vengono scelte in base a diversi fattori:

  • l’estensione del tumore;
  • la diffusione del tumore nei linfonodi;
  • il livello di conservazione dell’organo;
  • la funzionalità dell’organo (deglutizione, articolazione del linguaggio);
  • le ripercussioni del tumore sulla qualità di vita del paziente.Le terapie nel trattamento del tumore dell’orofaringe sono la chirurgia e la radioterapia , a ciascuna delle quali può essere associata la chemioterapia.

3.3 La chirurgia

3.3.1 Informazioni generali

Scopo della chirurgia è rimuovere il tumore, totalmente o parzialmente. Insieme al tumore, il chirurgo rimuove anche una parte del tessuto sano nella zona circostante. A seconda della localizzazione e dell’estensione, il tumore può essere rimosso attraverso la bocca, oppure praticando un’incisione nel collo. A seconda di quanto il tumore è esteso, inoltre, può essere necessario rimuovere parzialmente o interamente

  • la mandibola (mandibolectomia) e il palato duro, cioè la parete superiore della bocca, (maxillectomia).Nel caso in cui il tumore abbia invaso anche la base della lingua, può essere necessario rimuovere anche
  • la laringe (laringectomia). In questi casi dovrà essere praticata una tracheostomia (la creazione di una via aerea artificiale tramite un’incisione nella parte anteriore del collo, che consente al paziente di respirare) e la persona dovrà essere nutrita temporaneamente tramite un sondino naso-gastrico.Tutte le procedure chirurgiche sin qui descritte rendono spesso necessarie operazioni di ricostruzione o protesi. I tessuti possono essere ricostruiti tramite un lembo: una porzione di tessuto (solitamente di cute o di muscolo) prelevata da una parte del corpo e innestata nel punto in cui i tessuti sono stati danneggiati dall’intervento chirurgico. Poiché le cellule tumorali hanno una spiccata tendenza a interessare anche i linfonodi del collo, é spesso necessario rimuoverli (linfadenectomia cervicale).
3.3.2 Quali sono i possibili effetti collaterali dell’intervento chirurgico?

Gli effetti collaterali (o sequele tardive) più gravi sono, principalmente, conseguenze del trattamento chirurgico e/o della radioterapia. Gli effetti collaterali relativi al trattamento chirurgico dipendono dal tipo di intervento subito, in particolare dai tessuti coinvolti nell’intervento, che sono stati eventualmente rimossi insieme al tumore e quindi ricostruiti successivamente. Le persone sottoposte sia a trattamento chirurgico sia a trattamento radioterapico possono avere problemi nell’articolazione della parola e difficoltà di movimento delle spalle.

3.3.3 Che impatto psicologico può avere l’intervento chirurgico?

Questo tipo di tumore ha un notevole impatto psicologico perché colpisce il viso, una parte del corpo immediatamente visibile all’esterno carica di significato simbolico e legata all’identità della persona. Inoltre può alterare la funzionalità di alcuni organi, causando difficoltà di linguaggio e di comunicazione, con conseguenze importanti sulla vita sociale della persona operata.

3.4 La radioterapia: quando viene impiegata, come funziona e che effetti collaterali può avere

3.4.1 Quando viene impiegata la radioterapia?

Nel tumore dell’orofaringe può essere prescritta come unica terapia o dopo l’intervento chirurgico. In quest’ultimo caso, si parla di trattamento radioterapico postoperatorio. Prima del trattamento radiante che coinvolge questa regione è opportuno rivolgersi a un dentista per le opportune cure dentarie. Questo provvedimento è utile per ridurre in modo significativo sia gli effetti tossici acuti sia quelli tardivi dovuti alle radiazioni.

3.4.2 Come funziona la radioterapia?

La radioterapia utilizza le radiazioni dei raggi X o di altre fonti radianti per uccidere le cellule tumorali e viene somministrata dall’esterno del corpo, attraverso una macchina.

3.4.3 Quali effetti collaterali può avere la radioterapia?

Il trattamento radioterapico può dar luogo ai seguenti effetti:

  • fibrosi: indurimento, perdita di elasticità dei tessuti coinvolti dal trattamento radiante;
  • edema: accumulo di liquidi, con conseguente gonfiore;
  • xerostomia: riduzione della salivazione;
  • dolore. Le persone sottoposte sia a trattamento chirurgico sia a trattamento radioterapico possono avere problemi nell’articolazione della parola e difficoltà di movimento delle spalle. In caso si verifichino questi effetti, la persona malata può rivolgersi al proprio medico per decidere, ove possibile, una strategia che ne limiti la portata.

3.5 La chemioterapia: quando viene impiegata, come funziona e che effetti collaterali può avere

3.5.1 Quando viene impiegata la chemioterapia?

Nel tumore dell’orofaringe la chemioterapia più frequentemente utilizzata è quella in combinazione a radioterapia.

3.5.2 Come funziona la chemioterapia?

La chemioterapia utilizza farmaci (chemioterapici, antitumorali) in grado di uccidere le cellule tumorali, che possono essere somministrati per bocca o iniettati per via intramuscolare o per via endovenosa. Viene chiamata trattamento sistemico, in quanto i farmaci entrano nel flusso sanguigno e vengono trasportati attraverso tutto il corpo. I farmaci possono essere somministrati singolarmente o, più comunemente, in combinazione tra loro.

3.5.3 Quali effetti collaterali può avere la chemioterapia e come si possono affrontare?

Gli effetti collaterali della chemioterapia dipendono principalmente dai farmaci e dalle dosi in cui questi sono somministrati. Possono manifestarsi:
1) Nausea e vomito: sono dovuti all’azione diretta dei farmaci e delle radiazioni sullo stomaco o sulla zona del cervello che controlla il vomito. Oltre ai farmaci antiemetici che bloccano i recettori per la serotonina, un mediatore cerebrale coinvolto nello scatenamento del vomito, per ridurre i sintomi è opportuno:

  • evitare pasti abbondanti o grassi, fritture e odori penetranti;
  • mangiare e bere lentamente, masticando bene per favorire la digestione;
  • non sdraiarsi nelle due ore successive al pasto;
  • succhiare lentamente cubetti di ghiaccio, caramelle o mentine;
  • bere acqua o succhi di frutta non gasati;

2) Perdita di capelli: alopecia in termine tecnico, può interessare non solo i capelli, ma tutti i peli del corpo, che comunque ricrescono dopo la fine delle cure. Questo tipo di alopecia non è curabile con farmaci, molti scelgono quindi di usare cappelli, turbanti, sciarpe o parrucche. Durante la chemioterapia o radioterapia è opportuno:

  • usare spazzole morbide;
  • non tingere i capelli o fare la permanente;
  • usare shampoo neutri per lavarli e aria tiepida per asciugarli.

3) Anemia, infezioni ed emorragie: sono conseguenze degli effetti delle cure anticancro sul midollo osseo, con riduzione del numero di globuli rossi, bianchi e piastrine nel sangue. Per questo si eseguono controlli periodici degli esami del sangue durante la terapia antineoplastica ed eventualmente si ricorre a trasfusioni o si usano sostanze che stimolano la produzione di cellule del sangue.

4) Diarrea e stipsi: più frequente la prima, dovuta all’azione diretta sull’intestino delle radiazioni e dei farmaci antineoplastici. Per combatterle possono essere usati, sotto controllo medico, gli antidiarroici o i lassativi. Se la diarrea è intensa è necessario bere grandi quantità di acqua per rimpiazzare i liquidi perduti.

La maggior parte degli effetti collaterali della chemioterapia scompare una volta concluso il trattamento, anche se alcuni, per esempio formicolio, intorpidimento e caduta dei capelli, possono persistere anche dopo la conclusione della chemioterapia.

3.5.4 Che impatto psicologico può avere la chemioterapia?

I risvolti psicologici sono simili a quelli riscontrati in persone malate di altri tumori e sottoposti a terapie simili, legati soprattutto agli effetti collaterali (come la nausea, il vomito, la perdita di capelli, l’anoressia). Questi effetti indesiderati possono accentuare lo stato di ansia e di depressione della persona malata, con conseguenze sui rapporti familiari, sociali e lavorativi. E’ importante instaurare un buon rapporto col proprio medico per affrontare in modo consapevole e informato i possibili effetti collaterali della terapia e i modi per affrontarli.

3.6 il disagio psichico delle persone malate di tumore dell’orofaringe

3.6.1 il disagio psichico delle persone malate di tumore dell’orofaringe

Le conseguenze psichiche più rilevanti sono legate alle possibili alterazioni estetiche e funzionali che seguono al trattamento di questo tumore: oltre alle difficoltà di comunicazione, la persona malata di tumore dell’orofaringe sottoposta a intervento chirurgico o radioterapico può andare incontro a crisi di identità per i cambiamenti della propria immagine, ad alterazioni del tono dell’umore e a difficoltà relazionali in famiglia, sul lavoro e nella vita sociale.
Può quindi chiudersi in sé stessa e isolarsi dagli altri: è importante invece che dopo la terapia riceva, oltre a una riabilitazione fisica per il recupero del linguaggio dove necessario, anche un supporto psicologico durante il suo ritorno alla quotidianità, in modo che possa accettare i cambiamenti e i disagi che deve affrontare.
Può essere utile un percorso psicoterapeutico per elaborare le emozioni legate alla perdita della propria immagine precedente, per rinforzare l’autostima.

4. GLI STADI DEL TUMORE DELL’OROFARINGE

4.1 Come si stabilisce lo stadio del tumore dell’orofaringe

4.1.1 Che cos’e’ lo stadio

Una volta scoperta la presenza di un tumore dell’orofaringe, è necessario stabilirne alcune caratteristiche:

  • quale organo è stato colpito (sede di malattia);
  • se le cellule tumorali si sono diffuse nei linfonodi;
  • se ci sono metastasi in altri organi.In base a questi parametri è possibile definire lo stadio del tumore, che è fondamentale per la scelta della terapia più appropriata. Al fine di determinare questi parametri, possono essere prescritti i seguenti esami:
  • Tomografia Computerizzata (TC);
  • Risonanza Magnetica (RM);Gli stadi del tumore dell’orofaringe sono ordinati secondo una classificazione internazionale denominata TNM (Tumori, Nodi, Metastasi: descrive l’estensione anatomica del tumore primitivo, dei linfonodi regionali e delle metastasi a distanza).

4.2 Il trattamento del tumore dell’orofaringe a seconda dello stadio

Tabella. Il trattaemnto secondo lo stadio
Stadio 0
descrizione trattamento
diffusione
limitato allo strato più superficiale della mucosa dell’orofaringe radioterapia o chirurgia
Stadio I
descrizione trattamento
dimensione diffusione
Meno di 2 cm linfonodi: no radioterapia o chirurgia (le lesioni più piccole si possono rimuovere attraverso la bocca senza incidere il collo);non esiste un trattamento più comune e consigliato:molti centri comunque preferiscono la radioterapia perché:
-dà risultati migliori dal punto di vista della funzionalità dell’organo;
-comporta minori menomazioni fisiche e cosmetiche.
Stadio II
descrizione trattamento
dimensione diffusione
tra i 2 e i 4 cm linfonodi del collo: noaltri organi: no radioterapia sia alla sede del tumore sia ai linfonodi del collo
Stadio III e IV
descrizione trattamento
dimensione diffusione
situazioni cliniche varie, sia per dimensione sia per estensione del tumore linfonodi: sì
altri organi: no
  • radioterapia esclusivaoppure
  • chemioterapia associata a radioterapiaoppure
  • chirurgia eventualmente seguita da radioterapiaLa scelta viene fatta in base all’estensione del tumore e alle condizioni cliniche del paziente
Tumore con metastasi
descrizione trattamento
diffusione del tumore in organi o sedi distanti dal tumore di origine, più spesso in:

  • polmone
  • ossa
  • chemioterapia
  • radioterapia (per esempio per metastasi ossee)oppure raramente
  • chirurgia per asportare un’eventuale metastasi al polmone (nodulo polmonare)La scelta viene fatta anche in base alla situazione generale del paziente
In caso di ricaduta
descrizione trattamento
Il tumore si può riforma nella stessa sede o in sede diversa
  • chirurgia per asportare il tumore riformatosi; solitamente l’intervento comporta:
    asportazione della mandibola
    asportazione dei linfonodi del collo;
    meno della metà dei pazienti può essere sottoposta a intervento chirurgico;
  • radioterapia, da sola o con chemioterapia, come trattamento palliativo, solo in casi selezionati

5. LA PROGNOSI

5.1 Informazioni generali

La prognosi indica le probabilità che la cura offerta alla persona malata di tumore abbia successo. Queste previsioni sono indicative: nessun medico è in grado di dire esattamente quale sarà l’esito della cura in un singolo paziente o quanto tempo questo paziente vivrà. La prognosi, infatti, dipende da diversi fattori ( fattori prognostici), che sono legati alla condizione della singola persona in cura.

5.2 La prognosi nel tumore dell’orofaringe

La prognosi dipende da tre fattori principali: la sede (dove si è formato il tumore), lo stadio del tumore, la diffusione delle cellule tumorali nei linfonodi.
In generale, i tumori della tonsilla hanno una prognosi più favorevole, mentre i tumori della base della lingua presentano una prognosi meno favorevole. L’andamento e l’esito dipendono anche dallo stadio in cui si presenta la malattia, e uno dei criteri che identificano lo stadio del tumore è la sua dimensione: allo stadio iniziale corrisponde una massa tumorale più piccola e quindi più facilmente curabile, mentre allo stadio più avanzato corrisponde una massa più estesa, in cui la probabilità di successo delle cure si riduce.

6. CHE COSA OCCORRE FARE DOPO IL TRATTAMENTO?

6.1 Informazioni generali

6.1.1 Il follow-up

Dopo aver completato tutti i trattamenti, lo specialista pianificherà una serie di visite successive e di esami ulteriori, per controllare gli effetti delle terapie e accertarsi che il tumore non si riformi. Questa pianificazione di controlli nel tempo prende il nome di follow-up, controllo clinico periodico.

6.2 Il follow-up nel tumore dell’orofaringe

Nel caso del tumore dell’orofaringe, è opportuno che il paziente sia visitato da uno specialista:

  • ogni due o tre mesi nei primi due anni che seguono la conclusione dei trattamenti;
  • ogni quattro o cinque mesi durante il terzo anno;
  • una volta all’anno, successivamente.Il follow-up può prevedere, oltre alla visita clinica, anche esami radiografici come tomografia computerizzata e risonanza magnatica. Per verificare che non ci siano metastasi o che non si siano formati altri tumori in altri organi, lo specialista di norma prescrive una lastra del torace, da ripetere una volta all’anno. Al di là delle viste programmate, è necessario che la persona che ha contratto il tumore sia particolarmente attenta a eventuali:
  • dolore
  • gonfiore
  • disturbi della deglutizione
  • disturbi del respiroche perdurino nel tempo, nel qual caso deve segnalarlo subito al medico.

INDICE

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Dr. Lisa Licitra (Editor)
Start Clinical Editor – Istituto Nazionale Tumori – Milan, Italy
mail: lisa.licitra@istitutotumori.mi.it