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Tumore delle ghiandole salivari

1. INFORMAZIONI GENERALI

1.1 Che cos’è la malattia e come si cura

Quali sono le cause del tumore delle ghiandole salivari?
Stabilire le cause che generano il tumore delle ghiandole salivari è difficile, tuttavia sono stati identificati alcuni fattori che aumentano il rischio di ammalarsi.
I fattori di rischio per il tumore delle ghiandole salivari si differenziano in parte da quelli di altri tumori della testa e del collo: il fumo di tabacco o il consumo di alcol non rappresentano infatti fattori di rischio particolari per questo tipo di tumore.
Fattori di rischio probabili sono invece:
· il tipo di nutrizione seguita: un basso apporto di vitamine A e C nella dieta è associato a un’alta incidenza di questo tumore;
· un pregresso tumore benigno (per esempio un adenoma pleomorfo) in giovane età
· una pregressa irradiazione della testa e del collo in giovane età

E’ un tumore frequente?
Il tumore delle ghiandole salivari è molto raro: secondo dati recenti risulta che in Italia i nuovi casi di tumore delle ghiandole salivari all’anno tra gli uomini sono circa uno su 100.000 abitanti, tra le donne 0,7 su 100.000 abitanti, per un totale di meno di due nuovi casi all’anno su 100.000 abitanti. Il tumore delle ghiandole salivari colpisce inoltre in percentuali diverse organi differenti. Per quanto riguarda il tumore delle ghiandole salivari maggiori, la ghiandole più colpite sono nell’ordine:
· la parotide,
· la ghiandola sottomandibolare,
· la ghiandola sottolinguale.
Il tumore delle ghiandole salivari minori colpisce più frequentemente:
· il palato,
· la cavità nasale,
· la lingua.

Come si cura?
Le terapie più impiegate sono la chirurgia e la radioterapia: quando non è possibile far ricorso a questi trattamenti viene utilizzata la chemioterapia (soprattutto per tumori molto estesi).
Il tipo di intervento chirurgico dipende dallo stadio del tumore (sede, estensione, diffusione): se è limitato alla sola ghiandola salivare viene rimossa interamente la ghiandola, se il tumore si è diffuso al tessuto circostante o ai linfonodi verrà rimossa la zona colpita o verrà praticata la dissezione cervicale, un intervento che permette di asportare i linfonodi del collo.
La radioterapia può essere impiegata dopo l’intervento chirurgico oppure come alternativa in neoplasie non operabili e può essere condotta utilizzando i raggi X o i neutroni.

Cosa tenere sotto controllo?
Faccia, mento e collo: presenza di gonfiore
Muscoli facciali: dolore o sensazione di intorpidimento
Naso: ostruzione e/o sanguinamento.

2. IL TUMORE DELLE GHIANDOLE SALIVARI: CHE COS’E’, COME SI CONTRAE, COME SI DIAGNOSTICA

2.1 Che cos’è il tumore delle ghiandole salivari

2.1.1

Il tumore si sviluppa quando le cellule crescono in modo anormale e si moltiplicano senza controllo: nel caso specifico del tumore (o carcinoma) delle ghiandole salivari, sono le cellule dei tessuti delle ghiandole salivari a crescere in modo abnorme e a moltiplicarsi senza alcun controllo.
Le ghiandole salivari producono la saliva, che tiene la bocca umida e contribuisce alla digestione del cibo. Si dividono in due gruppi:

  • le ghiandole salivari maggiori si trovano ai lati della faccia (parotide); sotto la mandibola (ghiandola sottomandibolare) e sotto la lingua (ghiandola sottolinguale);
  • le ghiandole salivari minori sono distribuite lungo tutto il tratto aerodigestivo superiore.Questo tipo di tumore è raro: rappresenta l’1% di tutti i tipi di tumore della testa e del collo. Per quanto riguarda il tumore delle ghiandole salivari maggiori, la ghiandola più colpita è la parotide, seguita dalla ghiandola sottomandibolare e dalla ghiandola sottolinguale. Il tumore delle ghiandole salivari minori colpisce più frequentemente, nell’ordine, il palato, la cavità nasale e la lingua.Circa l’80% dei tumori della parotide sono benigni.
2.1.2 La dimensione del fenomeno

Quante persone si ammalano di tumore delle ghiandole salivari ogni anno in Italia?
Secondo dati recenti, risulta che in Italia su 100.000 abitanti si verifica circa un nuovo caso di tumore delle ghiandole salivari all’anno tra gli uomini e 0,7 tra le donne. I nuovi casi all’anno in totale sono quindi meno di due su 100.000 abitanti.

E’ un tumore frequente?

Il tumore delle ghiandole salivari è molto raro, infatti costituisce meno del 2% dei tumori di testa e collo.
Per quanto riguarda il tumore delle ghiandole salivari maggiori, la ghiandola più colpita è la parotide, seguita dalla ghiandola sottomandibolare e dalla ghiandola sottolinguale. Il tumore delle ghiandole salivari minori colpisce più frequentemente il palato, la cavità nasale e la lingua.Qual è la mortalità per tumore delle ghiandole salivari?
Molti tumori che hanno origine nelle ghiandole salivari sono benigni, hanno quindi un esito favorevole, a patto che il tumore sia completamente rimosso attraverso un intervento chirurgico.
Nel caso di tumore maligno delle ghiandole salivari, dati recenti mostrano che oltre il 65% delle persone colpite sopravvive a cinque anni dalla diagnosi. La prognosi è migliore nelle donne.

Ci sono differenze di sesso o di età nella frequenza del tumore?
Non c’è una differenza significativa tra uomini e donne nella distribuzione di tumori maligni delle ghiandole salivari. Varia invece la frequenza a seconda dell’età: la maggior parte dei tumori delle ghiandole salivari si sviluppano infatti dopo i 60 anni.

2.2 I fattori di rischio

2.2.1 I fattori di rischio

Per alcune persone il rischio di ammalarsi di tumore delle ghiandole salivari è più alto rispetto ad altre. Ciò dipende da diversi «fattori di rischio». Un fattore di rischio è ciò che aumenta la probabilità di una persona di contrarre una malattia, come il tumore; avere uno o più fattori di rischio non significa però necessariamente ammalarsi.
I fattori di rischio possono essere influenzati da aspetti genetici e/o da aspetti legati all’ambiente in cui un individuo vive, al tipo di lavoro che svolge, al tipo di alimentazione che adotta o, ancora, alla sua storia clinica. I fattori di rischio per il tumore delle ghiandole salivari si differenziano in parte da quelli di altri tumori della testa e del collo: il fumo di tabacco o il consumo di alcol non rappresentano infatti fattori di rischio particolari per questo tipo di tumore.
Fattori di rischio probabili sono invece:

  • il tipo di nutrizione seguita: un basso apporto di vitamine A e C nella dieta è associato a un’alta incidenza di questo tumore;
  • un pregresso tumore benigno (per esempio un adenoma pleomorfo) in giovane età una pregressa irradiazione della testa e del collo in giovane età.
2.2.2 Attenzione a

Alimentazione: è opportuno seguire una dieta che abbia un corretto apporto di vitamine A e C
Tumore benigno precedente (adenoma pleomorfo) della ghiandola salivare): espone a un rischio maggiore di tumore maligno, occorre quindi porre attenzione a sintomi che possano indicarne la presenza
Gonfiore sulla faccia, sotto il mento o nel collo
Dolore ai muscoli facciali o sensazione di intorpidimento
Ostruzione e/o sanguinamento del naso

2.3 Come si manifesta il tumore delle ghiandole salivari

Esistono segni che possono indicare la presenza di un tumore delle ghiandole salivari, anche in assenza di dolore. E’ opportuno quindi recarsi dal medico per una visita di controllo in caso di:

  • gonfiore sulla faccia, sotto il mento o nel collo;e in presenza di sintomi in cui può comparire il dolore:
  • dolore ai muscoli facciali o sensazione di intorpidimento;
  • ostruzione e/o sanguinamento del naso.
2.3.1 Quali centri scegliere per la cura del tumore delle ghiandole salivari

I tumori maligni delle ghiandole salivari sono poco comuni, quindi è opportuno che la persona malata venga curata in centri che abbiano esperienza nel trattamento di questo tipo di tumori, dove sia anche disponibile un gruppo di intervento multidisciplinare (che può includere: oncologi, radioterapisti, chirurghi otorinolaringoiatri, chirurghi maxillofacciali, dentisti, logopedisti, psicologi, nutrizionisti).
In alcuni casi clinici particolari potrebbe essere opportuna la radioterapia con neutroni, che però non tutti i Paesi utilizzano e hanno a disposizione (in Italia non è disponibile).

2.4 La diagnosi

2.4.1 Come si stabilisce se si tratta di un tumore delle ghiandole salivari?

Di fronte a sintomi sospetti, il medico dovrà arrivare a formulare una diagnosi precisa: dovrà stabilire se si tratta di tumore delle ghiandole salivari e, in caso affermativo, quali caratteristiche ha il tumore. Per fare questo può ricorrere a una serie di esami:

  • il primo passo è una visita in cui il medico conduca con appositi strumenti un esame del volto e della gola del paziente, a cui possono seguire:
  • ecografia: è una tecnica che utilizza gli ultrasuoni per esaminare gli organi interni;
  • tomografia computerizzata (TC): si tratta di una tecnica radiografica, che fotografa parti interne del corpo attraverso l’uso di un computer;
  • risonanza magnetica (RM): le onde magnetiche rilevano immagini di organi interni del corpo;
  • agoaspirato: un sottile ago collegato a una siringa vuota viene impiegato per prelevare cellule o fluidi dal tessuto che si vuole analizzare, per verificare la presenza o meno di cellule tumorali.

2.4.2 Sono rischiosi questi esami per il paziente?
Ecografia, tomografia computerizzata (TC) e risonanza magnetica (RM) non espongono il paziente a nessun rischio particolare, inoltre sono tecniche non invasive, quindi non provocano alcun dolore. L’agoaspirato, invece, è un esame un po’ invasivo, dal momento che l’ago viene inserito nel tessuto da analizzare. La procedura è fastidiosa, ma non particolarmente dolorosa e non comporta rischi particolari.

3. COME SI CURA IL TUMORE DELLE GHIANDOLE SALIVARI

3.1 Informazioni generali

Oltre a curare il tumore, è molto importante che vengano preservate le funzioni degli organi coinvolti: in presenza di un tumore delle ghiandole salivari, prima di proporre una terapia lo specialista dovrà considerare in che modo il trattamento può compromettere funzioni fondamentali quali: guardare, parlare, mangiare e respirare. Dovranno anche essere tenuti in grande considerazione tutti gli aspetti psicologici della persona malata.

Per queste ragioni, gli specialisti che curano persone affette da un tumore delle ghiandole salivari formano spesso un gruppo di lavoro, che decide insieme la terapia o la combinazione di terapie giudicate più appropriate per il paziente, arrivando a una valutazione e a una decisione clinica multidisciplinare, risultato cioè del confronto di specialisti di più discipline. Per il tumore delle ghiandole salivari, il gruppo multidisciplinare può includere oncologi medici, radioterapisti, chirurghi otorinolaringoiatri, chirurghi maxillo-facciali, dentisti, fisioterapisti, logopedisti (specialisti che aiutano a recuperare l’uso della parola, persa in seguito a traumi), psicologi, nutrizionisti, infermieri e assistenti sociali.3.2 Quali terapie vengono impiegate attualmenteEsistono diverse terapie per la cura del tumore delle ghiandole salivari, che possono essere impiegate singolarmente o in combinazione tra loro.

La scelta della cura più appropriata dipende da fattori diversi, alcuni dei quali identificano lo stadio del tumore:

  • la sede in cui è situato il tumore;
  • l’estensione del tumore;
  • la sua diffusione;
  • la rapidità con cui si è diffuso;
  • le condizioni di salute generale della persona.Le terapie nel trattamento del tumore delle ghiandole salivari sono: la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia, che ha acquistato negli ultimi anni sempre maggiore importanza.

3.3 La terapia più impiegata: la chirurgia

L’intervento chirurgico è la terapia più comune per rimuovere un tumore delle ghiandole salivari:

  • se il tumore è limitato alla sola ghiandola salivare, è sufficiente rimuovere interamente quella ghiandola;
  • nel caso in cui il tumore sia diffuso nella zona intorno alla ghiandola, il chirurgo dovrà rimuovere anche i tessuti circostanti, intaccati dal tumore;
  • se il tumore è diffuso ai linfonodi del collo, sarà necessario asportare quei linfonodi, con una procedura chirurgica chiamata dissezione linfonodale cervicale. In alcuni casi è raccomandabile asportare tutti i linfonodi del collo, anche quelli non chiaramente intaccati dal tumore, per evitare che vengano intaccati dal tumore in futuro (dissezione cervicale elettiva o profilattica).
3.3.1 Quali sono i possibili effetti collaterali dell’intervento chirurgico e come si possono affrontare?

L’intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore delle ghiandole salivari coinvolge la faccia, la bocca e il collo.
Uno degli effetti collaterali più comuni, soprattutto nel caso di tumore della parotide, è la paralisi del nervo facciale, che causa un deficit della mimica facciale del lato interessato dall’intervento chirurgico. Potrà esserci quindi:

  • difficoltà ad aggrottare la fronte, a chiudere l’occhio e a fischiare (gonfiare le guance);
  • una deviazione della bocca verso il lato opposto al nervo intaccato.Un altro possibile effetto collaterale legato all’intervento sulla parotide è:
  • la sindrome di Frei (solo chirurgia della ghiandola parotide) , che consiste in sudorazione ed arrossamento momentanei della regione antistante l’orecchio vicina alla tempia in seguito alla stimolazione delle papaille gustative.A volte in prossimità della cicatrice può formarsi un neuroma. Il neuroma è dovuto alla crescita cicatriziale di un nervo che è stato sezionato durante l’intervento chirurgico èd è costituito da un nodulo sottocutaneo. Si tratta in pratica di una cicatrice esuberante del tessuto nervoso. Non è pericoloso, ma può essere doloroso.In alcuni casi, l’intervento chirurgico può causare una comunicazione anormale tra due organi, chiamata fistola. Nel caso del tumore delle ghiandole salivari, la fistola può determinare:
  • una fuoriuscita di saliva attraverso la cute.I segni lasciati da un intervento sul volto o sulla bocca possono richiedere un intervento di chirurgia plastica, per aiutare la persona ad adattarsi agli effetti e ai cambiamenti causati dal trattamento.
3.3.2 Che impatto psicologico può avere l’intervento chirurgico?

Nel periodo precedente e in quello immediatamente successivo all’intervento chirurgico possono diventare più acuti gli stati emotivi legati al tumore: nelle persone colpite da tumore delle ghiandole salivari possono aumentare i sentimenti di scarsa autostima o i disagi dovuti ai cambiamenti della propria immagine corporea. L’impatto dell’intervento chirurgico dipende anche dal tipo di tessuti e dall’estensione della zona asportati: in genere coinvolge la faccia, la bocca e il collo. Questo può determinare disturbi funzionali e danni estetici in una parte del corpo legata alla propria identità, con conseguenze psichiche importanti sull’autostima e sull’auto-accettazione di chi viene operato, e relative difficoltà nei rapporti interpersonali. Anche per questo motivo è importante che la persona malata di tumore delle ghiandole salivari venga curata da un gruppo mulitdisciplinare, che si occupi anche dell’impatto psicologico del tumore e delle terapie.

3.4 La radioterapia: quando viene impiegata, come funziona e che effetti collaterali può avere

3.4.1 Quando viene impiegata la radioterapia?

La radioterapia è, come la chirurgia, una terapia comunemente usata nella cura del tumore delle ghiandole salivari. Può essere utilizzata dopo l’intervento chirurgico oppure nei casi in cui la malattia non è operabile.

3.4.2 Come funziona?

La radioterapia sfrutta le radiazioni dei raggi X per uccidere le cellule tumorali e viene somministrata dall’esterno, attraverso una macchina. Esiste anche un particolare tipo di radioterapia che utilizza i neutroni, particelle subatomiche.

3.4.3 Quali effetti collaterali può avere la radioterapia e come si possono affrontare?

Gli effetti collaterali si possono distinguere in effetti immediati, o acuti, ed effetti a distanza, o tardivi.
Gli effetti acuti possono comprendere:

  • arrossamento della pelle dovuto a un accumulo di sangue (eritema);
  • infiammazione interna della bocca (mucosite);
  • difficoltà a inghiottire (disfagia).Effetti collaterali più severi possono essere:
  • un distaccamento della pelle in piccole scaglie (desquamazione);
  • la formazione di piccole piaghe aperte all’interno della bocca (ulcere), in genere molto dolorose.Gli effetti tardivi possono comprendere:
  • comparsa sulla superficie cutanea o sulle membrane mucose di piccoli vasi sanguigni – capillari, venule o arteriole – in seguito a una dilatazione permanente degli stessi (telangectasia);
  • perdita permanente del gusto;
  • ingrossamento e assottigliamento della cute nella zona irradiata, che diventa grinzosa e tende ad assumere una colorazione grigiastra (fibrosi subcutanea);
  • secchezza della bocca (xerostomia);
  • infiammazione dell’orecchio esterno o medio (otite). Possono causare perdita dell’udito e dolore severo.
3.4.4 Che impatto psicologico può avere la radioterapia?

Le persone malate di tumore reagiscono alla radioterapia in modi diversi: alcuni continuano la propria normale attività quotidiana anche lavorativa, mentre altri si sentono stanchi. In particolare nel tumore delle ghiandole salivari le conseguenze della radioterapia possono essere funzionali (ulcere, difficoltà a inghiottire, perdita del gusto, infiammazione dell’orecchio) ed estetiche (desquamazione, comparsa di piccoli vasi sanguigni sulla pelle, ingrossamento e cambiamento di colore della pelle irradiata), con effetti psichici importanti legati all’autostima, al senso della propria identità e autonomia, e alle relazioni sociali. La persona può isolarsi dagli altri e rifiutare occasioni di contatto con l’esterno. Con il procedere del trattamento comunque si verifica una fase di adattamento che permette di accettare gli eventuali disagi fisici e psichici della terapia.

3.5 La chemioterapia: quando viene impiegata, come funziona e che effetti collaterali può avere

3.5.1 Quando viene impiegata la chemioterapia?

Nel tumore delle ghiandole salivari la chemioterapia è impiegata solo quando non è possibile ricorrere né alla chirurgia, né alla radioterapia, soprattutto quando si tratta di tumori molto estesi. L’uso della chemioterapia in questi tipi di tumore è attualmente oggetto di vari studi.

3.5.2 Come funziona?

La chemioterapia impiega farmaci (chemioterapici) in grado di distruggere le cellule tumorali, che possono essere somministrati per bocca, sotto forma di pastiglie, oppure iniettati nel corpo attraverso un ago inserito in una vena o in un muscolo. I farmaci possono essere utilizzati singolarmente o, più comunemente, in combinazione tra loro.

3.5.3 Quali effetti collaterali può avere la chemioterapia e come si possono affrontare?

Gli effetti collaterali della chemioterapia dipendono principalmente dai farmaci e dalle dosi in cui questi sono somministrati. Possono manifestarsi:
1) Nausea e vomito: sono dovuti all’azione diretta dei farmaci e delle radiazioni sullo stomaco o sulla zona del cervello che controlla il vomito. Oltre ai farmaci antiemetici che bloccano i recettori per la serotonina, un mediatore cerebrale coinvolto nello scatenamento del vomito, per ridurre i sintomi è opportuno:

  • evitare pasti abbondanti o grassi, fritture e odori penetranti;
  • mangiare e bere lentamente, masticando bene per favorire la digestione;
  • non sdraiarsi nelle due ore successive al pasto;
  • succhiare lentamente cubetti di ghiaccio, caramelle o mentine;
  • bere acqua o succhi di frutta non gasati;

2) Perdita di capelli: alopecia in termine tecnico, può interessare non solo i capelli, ma tutti i peli del corpo, che comunque ricrescono dopo la fine delle cure. Questo tipo di alopecia non è curabile con farmaci, molti scelgono quindi di usare cappelli, turbanti, sciarpe o parrucche. Durante la chemioterpia o radioterapia è opportuno:
usare spazzole morbide;
non tingere i capelli o fare la permanente;
usare shampoo neutri per lavarli e aria tiepida per asciugarli.

3) Anemia, infezioni ed emorragie: sono conseguenze degli effetti delle cure anticancro sul midollo osseo, con riduzione del numero di globuli rossi, bianchi e piastrine nel sangue. Per questo si eseguono controlli periodici degli esami del sangue durante la terapia antineoplastica ed eventualmente si ricorre a trasfusioni o si usano sostanze che stimolano la produzione di cellule del sangue.

4) Diarrea e stipsi: più frequente la prima, dovuta all’azione diretta sull’intestino delle radiazioni e dei farmaci antineoplastici. Per combatterle possono essere usati, sotto controllo medico, gli antidiarroici o i lassativi. Se la diarrea è intensa è necessario bere grandi quantità di acqua per rimpiazzare i liquidi perduti.La maggior parte degli effetti collaterali della chemioterapia scompare una volta concluso il trattamento, anche se alcuni, per esempio formicolio, intorpidimento e caduta dei capelli, possono persistere anche dopo la conclusione della chemioterapia.

3.5.4 Che impatto psicologico può avere la chemioterapia?

I risvolti psicologici sono simili a quelli riscontrati in persone malate di altri tumori e sottoposti a terapie simili, legati soprattutto agli effetti collaterali (come la nausea, il vomito, la perdita di capelli, l’anoressia). Questi effetti indesiderati possono accentuare lo stato di ansia e di depressione della persona malata, con conseguenze sui rapporti familiari, sociali e lavorativi.
Per chi ha un melanoma si può aggiungere l’angoscia per l’avanzare della malattia, la sensazione di impotenza personale e del medico, la paura della morte.
E’ importante instaurare un buon rapporto col proprio medico per affrontare in modo consapevole e informato i possibili effetti collaterali della terapia e i modi per affrontarli.

3.6 Il disagio psichico delle persone malate di tumore delle ghiandole salivari

Oltre alle conseguenze psichiche derivanti dalla notizia di essere ammalati di tumore, nel caso specifico le possibili alterazioni estetiche e funzionali dovute al trattamento possono causare crisi di identità per i cambiamenti della propria immagine, variazioni di umore e difficoltà nel relazionarsi con gli altri, sia in famiglia, sia nel lavoro e nella vita sociale. Il danno estetico al viso che può verificarsi, con conseguenti deformazioni o cicatrici, richiede alla persona di rinunciare all’mmagine esteriore di sé che aveva prima, iniziando un percorso non facile durante il quale la persona colpita da tumore delle ghiandole salivari può isolarsi dagli altri e chiudersi in sé stessa. E’ importante quindi che riceva un supporto psicologico durante il suo ritorno alla vita quotidiana, in modo che possa affrontare i disagi della malattia. E’ inoltre indispensabile una riabilitazione fisica se necessario, per esempio all’uso della parola.

4. GLI STADI DEL TUMORE DELLE GHIANDOLE SALIVARI

4.1 Come si stabilisce lo stadio del tumore delle ghiandole salivari

4.1.1

Una volta scoperta la presenza di un tumore, è necessario stabilirne alcune caratteristiche:

  • la dimensione;
  • quale organo è stato colpito (sede di malattia);
  • se le cellule tumorali si sono diffuse in altre parti del corpo (metastasi nei linfonodi o a distanza).Secondo questi parametri viene determinato lo stadio del tumore, attraverso una classificazione standard.

4.2 Il trattamento del tumore delle ghiandole salivari a seconda dello stadio

Tabella. Il trattamento secondo lo stadio
4.2 Il trattamento del tumore delle ghiandole salivari a seconda dello stadio
Stadio I
descrizione trattamento
dimensione diffusione
Meno di 2 cm tessuto intorno alla ghiandola: no
linfonodi: no
Chirurgia per l’asportazione del tumore primitivo
Stadio II
descrizione trattamento
dimensione diffusione
tra i 2 e i 4 cm tessuto intorno alla ghiandola: no
linfonodi: no
Chirurgia per l’asportazione del tumore primitivo
Stadio III
In questo stadio é possibile riscontrare una delle seguenti condizioni
descrizione trattamento
dimensione diffusione
oltre 4 cm tessuto intorno alla ghiandola: sì
linfonodi: no
Chirurgia, più linfadenectomia elettiva o profilattica in casi selezionati
meno di 4 cm tessuto intorno alla ghiandola: no
linfonodi: sì, uno solo, di dimensione massima inferiore a 3 cm
Chirurgia per l’asportazione del tumore primitivo e dissezione dei linfonodi del collo
oltre 4 cm tessuto intorno alla ghiandola: si
linfonodi: uno solo, di dimensione massima inferiore a 3 cm
Chirurgia per l’asportazione del tumore primitivo e dissezione dei linfonodi del collo
Stadio IVA
In questo stadio é possibile riscontrare una delle seguenti condizioni:
descrizione trattamento
dimensione diffusione
qualsiasi dimensione cute: si
mandibola sì
canale auditivo sì
e/o nervo facciale: sì
linfonodi: no
Chirurgia (asportazione del tumore e del nervo facciale) con asportazione delle strutture interessate, con dissezione linfonodale del collo più radioterapia post-operatoria
meno di 4 cm tessuto intorno alla ghiandola: no
linfonodi: sì, uno solo, dimensione massima tra 3 e 6 cm situato nello stesso lato del collo in cui è presente il tumore
Chirurgia (asportazione del tumore) con dissezione linfonodale del collo più radioterapia post-operatoria
tessuto intorno alla ghiandola: no
linfonodi: sì, più di uno, nessuno oltre i 6 cm, situati nello stesso lato del collo in cui è presente il tumore
Chirurgia, (asportazione del tumore) con dissezione linfonodale del collo più radioterapia post-operatoria
tessuto intorno alla ghiandola: no
linfonodi: sì, uno o più, nessuno oltre i 6 cm, situati nello stesso lato del collo in cui è presente il tumore oppure sul lato opposto o bilaterale
Chirurgia (asportazione del tumore), con dissezione linfonodale del collo (mono o bilaterale) più radioterapia post-operatoria
oltre 4 cm area circostante: sì
linfonodi: sì, uno solo, dimensione massima tra 3 e 6 cm, situato nello stesso lato del collo in cui è presente il tumore
Chirurgia (asportazione del tumore) , con dissezione linfonodale del collo (mono o bilaterale) più radioterapia post-operatoria
area circostante: sì
linfonodi: sì, più di uno, nessuno oltre i 6 cm, situati sullo stesso lato del collo in cui è presente il tumore
Chirurgia (asportazione del tumore), con dissezione linfonodale del collo (mono o bilaterale) più radioterapia post-operatoria
area circostante: sì
linfonodi: sì, uno o più, nessuno oltre i 6 cm, situati sullo stesso lato del collo in cui è presente il tumore, oppure sul lato opposto o bilaterale
Chirurgia (asportazione del tumore), con dissezione linfonodale del collo (mono o bilaterale) più radioterapia post-operatoria
qualsiasi dimensione cute: sì
mandibola sì
canale auditivo sì
e/o nervo facciale: sì
linfonodi: sì, uno solo, dimensione massima inferiore a 3 cm, situato nello stesso lato del collo in cui è presente il tumore
Chirurgia (asportazione del tumore e del nervo facciale) con asportazione delle strutture interessate, con dissezione linfonodale del collo più radioterapia post-operatoria
cute: sì
mandibola sì
canale auditivo sì
e/o nervo facciale: sì
linfonodi: sì, in uno, di dimensione tra 3 e 6 cm; o in più linfonodi di dimensione massima nessuno oltre i 6 cm, mono, contro o bilaterali
Chirurgia (asportazione del tumore e del nervo facciale) con asportazione delle strutture interessate, con dissezione linfonodale del collo (mono o bilaterale) più radioterapia post-operatoria
Stadio IVB
In questo stadio é possibile riscontrare una delle seguenti condizioni:
descrizione trattamento
dimensione diffusione
qualsiasi dimensione base del cranio: sì
e/o lamine pterigoidee: sì
e/o carotide: sì
linfonodi: sì
radioterapia o radio-chemioterapia
qualsiasi dimensione linfonodi: sì, oltre i 6 cm (dimensione massima). Se operabile, Chirurgia (asportazione del tumore e delle strutture adiacenti interessate) con dissezione dei linfonodi del collo più radioterapia post-operatoria
Lo stadio IVC
descrizione trattamento
dimensione diffusione
qualsiasi dimensione linfonodi: sì
altre parti del corpo: sì
Vedi malattia metastatica
Con metastasi
descrizione trattamento
le cellule tumorali possono arrivare ad altri organi attraverso il sangue: si dice che il tumore è metastatizzato in quell’organo (o organi).
Il tumore delle ghiandole salivari può metastatizzare:
ai polmoni
al fegato
nel caso di metastasi polmonari e epatiche (del fegato) è possibile rimuovere singole metastasi tramite intervento chirurgico
alle ossa le metastasi ossee sono rare. Nel caso in cui ci sia il rischio che possa sopraggiungere una frattura oppure in caso di dolore resistente ai farmaci, la radioterapia è un’opzione raccomandata

un’altra terapia è la chemioterapia palliativa. I farmaci chemioterapici possono essere usati singolarmente, oppure in combinazione.
– I farmaci più usati singolarmente sono il cisplatino, il fluorouracile e adriamicina.
– La combinazione chemioterapia più studiata è quella composta da ciclofosfamide, adriamicina e cisplatino (CAP). Non esistono dati definitivi di studi clinici randomizzati che favoriscano la chemioterapia con farmaci singoli rispetto alla chemioterapia con combinazione di farmaci. Esistono casi documentati di pazienti con metastasi da tumore delle ghiandole salivari che hanno tratto beneficio da terapia a base di ormoni.

In caso di ricaduta
Il trattamento di un tumore che si ripresenta (recidiva) dipende dalla sede in cui il tumore si riforma, dal trattamento ricevuto in precedenza e dalle condizioni di salute generale del paziente. Nel caso di un tumore recidivo delle ghiandole salivari, le terapie più comunemente usate sono la Chirurgia e la radioterapia.

 4.3 Il grado del tumore delle ghiandole salivari

Oltre allo stadio, un tumore può essere classificato secondo il grado, che indica l’aggressività del tumore. In tal senso, un tumore viene definito ad alto grado, medio o a basso grado.

5. LA PROGNOSI

5.1 Informazioni generali

La prognosi indica le probabilità che la cura offerta alla persona malata di tumore abbia successo: si tratta di dati statistici ricavati da studi che osservano l’andamento della malattia in un numero cospicuo di pazienti. Queste statistiche sono indicative: nessun medico è in grado di dire esattamente quale sarà l’esito della cura in un singolo paziente o quanto tempo questo paziente vivrà. La prognosi, infatti, dipende da diversi fattori (fattori prognostici), che sono legati alla condizione della singola persona in cura.

5.2 La prognosi nel tumore delle ghiandole salivari

La prognosi dipende da fattori diversi: il tipo di tumore, la sede (dove si è formato il tumore), lo stadio, il grado del tumore, insieme alle condizioni di salute generale del paziente.
Il tumore delle ghiandole salivari è un tumore molto raro.
In generale, la parotide rappresenta la sede con la prognosi più favorevole.
I tumori benigni hanno una buona prognosi, a patto che il tumore sia completamente rimosso attraverso un intervento chirurgico.

6. COSA OCCORRE FARE DOPO IL TRATTAMENTO

6.1 Informazioni generali

6.1.1 Il follow-up

Dopo aver completato tutti i trattamenti, lo specialista pianificherà una serie di visite successive e di esami ulteriori, per controllare gli effetti delle terapie e accertarsi che il tumore non si riformi. Questa pianificazione prende il nome di follow up, controllo clinico periodico.

6.2 Il follow up nel tumore delle ghiandole salivari

E’ indicata visita ogni 2 o 3 mesi dopo il trattamento poiche (la probabilità che il tumore si riformi è maggiore nei primi entro 3 anni dal trattamento. A seconda dei casi, il medico potrà prescrivere un’ecografia , una risonanza magnetica ed eventualmente una TC del polmone.

INDICE

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Dr. Lisa Licitra (Editor)
Start Clinical Editor – Istituto Nazionale Tumori – Milan, Italy
mail: lisa.licitra@istitutotumori.mi.it

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